• Laura Pirotta

Come uscire dalla propria zona di comfort

La follia consiste nel fare le cose sempre allo stesso modo,

sperando che i risultati possano cambiare.

(Albert Einstein)

“Sono fatto così, non cambierò mai! Chi mi ama mi accetta così come sono. Ho dei limiti e oltre a quelli non vado”. Ti è mai capitato di rispondere in questo modo quando qualcuno ti chiede di cambiare qualcosa del tuo carattere o del tuo comportamento?


Molti possono essere gli stimoli che generano stress, a partire da un cambiamento che avviene nella nostra vita e che può essere positivo o negativo, reale o percepito ma che, comunque, porta ad uscire da una situazione nota per affrontare una ignota di cui ancora non si delineano i tratti. Uscire dalla zona di comfort genera sempre un certo grado di stress. Eppure, la maggior parte di noi ha difficoltà a cambiare anche quando si tratta di situazioni meno impattanti nella nostra vita. Il cambiamento ci fa paura perché ci obbliga ad uscire da quella zona, cosiddetta, di comfort che ci dà sicurezza e tranquillità. La zona di comfort è come se fosse il nostro rifugio mentale, una tana sicura ricca di abitudini che scandiscono la nostra routine quotidiana e che rendono il nostro agire nel mondo prevedibile.


L’uomo è una creatura abitudinaria ed è anche importante che lo sia perché l’abitudine per l’uomo è una fonte di sicurezza e di efficienza in quanto, se si muove in un territorio conosciuto, ha sicuramente più dimestichezza e serenità. È, però, anche importante che l’uomo sia in grado di uscire dall’abitudine per poter vedere il mondo da più punti di vista.


Sei uno di quelli che per andare al lavoro fa la stessa strada quando ci sarebbero più opzioni di uguale durata? Sei uno di quelli che nel parcheggio aziendale, parcheggi la macchina nello stesso posto tutti i giorni? Sei uno di quelli che al ristorante prendi sempre le stesse cose? Oppure durante un corso, ti siedi sempre nello stesso posto e, magari, ti scocci quando qualcuno ci si è seduto sopra come se lì ci fosse scritto il tuo nome?


Ti svelo una cosa. L’abitudine è necessaria ma ogni tanto uccide. Uccide la nostra flessibilità e la nostra capacità di adattarci al cambiamento. È per questo motivo che quando succedono eventi che cambiano la nostra vita e la nostra quotidianità siamo spiazzati e facciamo molta fatica ad accettare che qualcosa è cambiato. Poniamo forte resistenza al cambiamento perché non abbiamo la flessibilità mentale tale per poter uscire dai confini della nostra zona di comfort. Eppure, basta poco per aiutarci in questo senso. Ecco le mie tre regole per uscire dalla zona di comfort:


1. Fai una piccola cosa diversa ogni settimana. Ad esempio, fai una strada diversa rispetto a quella che fai sempre. Al ristorante mangia qualcosa che ancora non hai assaggiato.

2. Pensa o scrivi quali cose belle e buone hai scoperto grazie al piccolo cambiamento che hai fatto nella tua vita (ad esempio hai scoperto un nuovo gusto di pizza o che la strada nuova che stai facendo per andare al lavoro è molto meno trafficata).

3. Aumenta la portata del cambiamento sia in quantità (numero di cambiamenti da fare) che in qualità (cose sempre più rilevanti da cambiare nella tua vita).


Ogni tanto sorprendi te stesso sperimentando qualcosa di nuovo.


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