• Laura Pirotta

Sindrome premestruale: significato psicosomatico

La sindrome premestruale colpisce moltissime donne. È caratterizzata da un insieme di sintomi fisici e psicologici che possono influenzare pesantemente la vita relazionale e le attività della donna. Questi comprendono: cefalea, ansia, irritabilità, tristezza, tensione al seno, nausea, gonfiore agli arti e all’addome, stanchezza, crisi di pianto, difficoltà di concentrazione, sbalzi d’umore, aggressività e attacchi di fame (soprattutto forte desiderio di cibi dolci). Solitamente questi sintomi compaiono circa 1 settimana prima del flusso mestruale e scompaiono con l’arrivo di questo. Questi sintomi segnalano alla donna l’arrivo delle mestruazioni, simbolo per eccellenza della propria femminilità e della propria fertilità.


Dal punto di vista psicosomatico l’insieme di questi sintomi sottolinea una certa sofferenza verso la parte femminile del sé, ovvero una difficoltà a lasciar fluire e a rallentare. Le donne che soffrono di questa sindrome non riescono ad accettare queste caratteristiche tipicamente femminili e tale sintomatologia simboleggia una sua opposizione.


Inoltre, la sindrome premestruale può evidenziare l’esistenza di un forte desiderio di maternità inconscio e, in questo caso, i vari sintomi esprimono l’opposizione ed il rifiuto verso il flusso mestruale, segno tangibile del mancato concepimento.


La sindrome premestruale può essere favorita da una relazione di coppia poco soddisfacente per la donna in cui il partner non soddisfa il suo bisogno di comprensione, sostegno e accudimento, maggiormente presente nella fase prima del ciclo.


I soggetti più a rischio sono le donne:

· che hanno un approccio troppo razionale alla vita;

· che hanno una vita molto attiva e piena di impegni;

· spesso inappagate dal punto di vista sessuale;

· con scarsa autostima;

· con tendenza alla depressione.


Può essere utile chiedersi:

· “Sono in grado di lasciare andare?”

· “Ho uno stile di vita troppo attivo e rigido?”

· “Vivo liberamente e senza blocchi la mia sessualità?”

· “Mi concedo tempo libero?”

· “Il mio partner mi comprende e mi sostiene quando mi sento più vulnerabile?”

Il ciclo mestruale è in analogia con le fasi lunari. Per vivere al meglio la propria ciclicità ormonale, la donna deve costruire un buon rapporto con la notte, ovvero dovrebbe simbolicamente coltivare la capacità di rilassarsi, la capacità di lasciar fluire e vivere una sessualità meno conflittuale e controllata.


Può essere molto utile imparare a vivere in armonia con la propria ciclicità ormonale e recuperare alcune caratteristiche tipicamente femminili come la cedevolezza e la passività. Ognuna di noi dovrebbe imparare ad accettare che, per natura, non può essere sempre uguale in tutti i giorni del mese e a prendersi maggiormente cura di sé stessa quando ne ha più bisogno.


A supporto della donna e della sua ciclicità ormonale ci sono diversi oli essenziali. Per maggiori approfondimenti potete visitare il sito www.goccedibenessere.info



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