• Laura Pirotta

Colon irritabile: significato psicosomatico

La sindrome del colon irritabile è una forma di colite che si manifesta con un’alterata motilità intestinale.

Tale sindrome è caratterizzata principalmente da dolori addominali e irregolarità dell'alvo (stipsi o diarrea, o alternanza tra le due), a cui si aggiungono spesso altri disturbi intestinali quali meteorismo, senso di evacuazione incompleta o emissione di muco insieme alle feci. Con una certa frequenza il quadro clinico è complicato da disturbi dispeptici e da sintomi generici quali cefalea, insonnia e astenia.

Dal punto di vista psicosomatico, l’alternanza tra stipsi e diarrea rappresenta una percezione altalenante di sé stessi: valido o non valido, generoso o avido, coraggioso o pauroso ecc. Le persone che soffrono di colon irritabile saltano spesso da un estremo all’altro, passando dal polo positivo a quello negativo o viceversa. In questo modo si alternano periodi di estrema fiducia in sé stessi, che eccedono nel narcisismo, e altri in cui l’autostima crolla completamente; periodi di euforia a periodi di ansia e depressione. Non esiste un’unità solida composta da una sfera di parti positive e negative, ma si ha ancora bisogno di avere un’idea assoluta su di sé il più possibile positiva.


L’adolescenza è quel periodo in cui avviene il debutto sociale, una vera e propria presentazione di sé stessi di fronte agli altri. Per questo, l’adolescente si focalizza molto sui giudizi esterni, di cui è facilmente influenzabile, che possono addirittura scatenare una crisi colitica. Durante questo periodo si affronta un cambiamento psicologico qualitativo e non solo quantitativo che implica anche una rottura, una riorganizzazione di sé o una crisi (non necessariamente patologica). I pensieri e i successivi giudizi degli altri possono essere percepiti come destrutturanti e andare ad attaccare un’identità fragile e ancora in formazione.

Anche in età adulta, come nell’adolescente, possono insorgere dubbi su di sé che possono diventare assillanti e disturbare dell’equilibrio a cui è molto sensibile il colon.


Per capire se si stanno favorendo quegli stati d’animo che possono interferire con il funzionamento psicofisico, ci si può sottoporre ad alcune domande:

- Parlo sempre di me stesso?

- Mi lamento di continuo?

- Ho bisogno di avere costantemente l’approvazione degli altri?

Se si risponde positivamente a queste domande-stimolo, allora probabilmente si stanno attuando dei comportamenti che possono irritare il colon.


A seguito della lettura psicosomatica del colon irritabile come uno squilibrio tra due parti opposte, sono parallelamente più a rischio persone con un senso della propria identità e autostima instabili. Persone che sono influenzate da giudizi esterni e dalla paura di non piacere, alternando comportamenti bambineschi o adolescenziali con quelli adulti. Anche lo stress, fattore principale di molti disturbi, può causare irritazioni al colon, in particolare se associato a una lieve depressione cronica alternata a manifestazioni ansiose.


L’intestino è una parte dell’apparato digerente e può essere suddiviso in due parti: intestino tenue e intestino crasso (cieco, colon e retto).

La sua funzione è quella di assorbire i nutrienti necessari e lasciar andare quelli non funzionali, tale funzione si rispecchia nella psicosomatica: l’intestino rappresenta la nostra capacità di assorbire e rilasciare tutto ciò che succede e che si prova.


- INTESTINO TENUE è formato da duodeno, intestino tenue e ileo. Disturbi di questo tratto sono interpretabili come difficoltà ad accettare particolari situazioni, alle quali ci si può ribellare o rifiutare (può insorgere il morbo di Crohn), che ci fanno rodere dentro (ulcera duodenale) o che fanno insorgere una gran paura (cancro). Nello specifico:

o al DUODENO è associata l’ulcera duodenale: corrisponde a una situazione non accettabile ma che si continua a dover sopportare (Vivo quotidianamente qualcosa di orribile?)

o all’INTESTINO TENUE il cancro che è quasi sempre associato a una grande inquietudine nei confronti del denaro, mezzo attraverso il quale acquistiamo cibo e ciò che è necessario per la sopravvivenza;

o all’ILEO è legato il morbo di Crohn, disturbo caratterizzato da un’infiammazione acuta o cronica necrotizzante e cicatrizzante. Chi ne soffre spesso è una persona che si disprezza ma allo stesso tempo attira persone che a loro volta tendono a sminuirla, portandola a una forte ribellione (Mi trovo in una situazione che mi provoca un’intensa collera o un senso di ribellione?)


- INTESTINO CRASSO o COLON ha la funzione psicosomatica di assorbire e rilasciare ciò che non è più necessario. Si manifesta con una scarica immediata (diarrea)

o RETTO rappresenta il punto di arrivo, l’arrivare fino in fondo, e i dolori legati ad esso si possono collegare alla non-accettazione del termine di qualcosa in cui abbiamo investito particolare energia. Si possono verificare emorroidi, simbolo di un eccessivo sforzo per restare in una situazione non più adeguata (Ritengo che l’esito raggiunto sia un insuccesso malgrado tutti i miei sforzi?)

o ANO rappresenta la fine di un processo. Uno dei disturbi legati ad esso sono le ragadi anali che rappresentano l’impressione di stare in sospeso, in attesa di un cambiamento oppure rappresentano ferite aperte che fanno male e che ci ricordano quanto stiamo soffrendo. (Mi sento diviso tra due situazioni, in attesa che una delle due si concretizzi?)


Se dunque soffri di colon irritabile, non dimenticare di preoccuparti anche delle emozioni e del tuo benessere psicologico, tenendo in considerazione l’eventualità di effettuare un percorso psicologico per meglio gestire la problematica e accelerarne il processo di guarigione.


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