• Laura Pirotta

Faringite: significato psicosomatico

La faringite, comunemente conosciuta come “mal di gola”, è l’infiammazione del canale muscolo – mucoso faringeo, che collega la cavità orale e nasale con laringe ed esofago. Si tratta di un disturbo tipico delle stagioni fredde, che spesso anticipa le sindromi influenzali e solo raramente evolve in forma cronica. E’ causata da virus e batteri che infettano la mucosa del cavo orale e si manifesta con la classica sintomatologia che comprende: mal di gola, deglutizione dolorante e difficoltosa, sensazione di nodo in gola, raucedine.


La lettura psicosomatica dell’infiammazione della faringe deve tenere conto della duplice anima di questa parte anatomica. La sua particolare posizione le conferisce, infatti, un ruolo strategico tanto nel processo digestivo, come canale di transito del cibo verso l’esofago, quanto nel processo respiratorio, come condotto dell’aria da e verso i bronchi. Essendo uno snodo che consente il passaggio di cibo e di aria e l’emissione del mondo espressivo, mette in comunicazione il mondo interno con quello esterno e viceversa.


Il mondo esterno, in forma di aria e cibo, attraversa la faringe e viene assimilato dall’organismo. La faringite, a livello simbolico, rende difficoltoso questo passaggio esprimendo una sorta di “selezione all’ingresso” di qualcosa percepito come minaccioso, estraneo, non affine. Tutta la sintomatologia collegata coopera in questa operazione di difesa dell’identità: l’ingrossamento delle tonsille produttrici di anticorpi, la tosse che espelle forzosamente ciò che è entrato, la deglutizione difficoltosa e il gonfiore della mucosa fanno da barriera a ciò che vorrebbe entrare.


La faringite esprime una “strozzatura” nei confronti di contenuti simbolici legati alla relazione con l’ambiente circostante e con gli altri e può indicare la difficoltà ad accettare un passaggio o una trasformazione, soprattutto in presenza di forte senso del dovere che contrasta con una profonda insicurezza determinata dal non saper scegliere la “direzione” (esofago/trachea) perché dolorosa e difficile.


La forma recidivante può indicare l’incapacità di apprendere dall’esperienza e di risolvere problemi, sostando in una stagnazione di perenne indecisione.

Espressioni di saggezza popolare come “ho un nodo in gola” e “questa situazione non mi va giù” indicano la stretta relazione che intercorre tra la gola e contenuti emotivi negativi e contraddittori.


In effetti la faringe, che a livello simbolico rappresenta la comunicazione, è un ponte che congiunge “l’alto” (fosse nasali e bocca), collegato con il pensiero razionale e la verbalizzazione, con il “basso” (laringe ed esofago) collegato con la parte istintiva e creativa. Un problema localizzato in questo snodo si traduce in una difficoltà di comunicare emozioni e idee dalla testa alla parte più profonda e viceversa.


La paura di esprimersi, di essere giudicati, la paura delle conseguenze di ciò che si dice, può inibire la libertà di espressione e le “parole soffocate in gola” si possono tradurre in gonfiore e irritazione. La faringite esprime soprattutto un’emozione di collera repressa.


Chi soffre di faringite dovrebbe osservare la propria interiorità lasciandosi guidare dalle seguenti domande:


Mi sento autorizzato a comunicare ciò che “non mi va giù”?

Sono capace di esprimere il mio disappunto?

Riesco a dire no di fronte a situazioni che non gradisco, o tendo a farmele andar bene per non ferire gli altri?

Ho paura di esprimere le mie idee e le mie emozioni?

Temo di essere criticato quando mi esprimo?

Ho paura di non trovare le parole giuste e preferisco tacere? Tendo a trattenere o “ingoiare” le parole piuttosto che lasciarle fluire?


È utile chiedersi anche:

Sto vivendo situazioni che percepisco come minacciose?

Sento a rischio la mia identità?

Il senso del dovere mi impone di sostare in contesti nei quali non mi riconosco?

Sono spesso indeciso sulla “direzione” da prendere?

Subisco richieste e pressioni alle quali non riesco a sottrarmi?


I soggetti più esposti al rischio di faringite si caratterizzano, infatti, per forte senso del dovere unito ad una marcata insicurezza, che si trovano spesso ad accettare, loro malgrado, situazioni che sanno già in partenza che saranno deludenti e faticose.


Per sciogliere questo “ingorgo” simbolico è utile imparare a rifiutare situazioni che non fanno per noi, esprimendo chiaramente il dissenso verbale.


I sintomi possono essere leniti con rimedi naturali come tisane tiepide a base di timo, tiglio, eucalipto e miele, ma anche creando un ambiente confortevole diffondendo oli essenziali e musica rilassante che lasciamo entrare dolcemente nel nostro spazio interno. Possono essere utili gargarismi con acqua e sale 2 volte al giorno (1 cucchiaio di sale su 240 ml di acqua tiepida) e del tè di zenzero preparato con la radice fresca, che è un potente antivirale con proprietà analgesiche.


Se soffri di faringite, non dimenticare di preoccuparti anche delle emozioni e del tuo benessere psicologico, tenendo in considerazione l’eventualità di effettuare un percorso psicologico per meglio gestire la problematica e accelerarne il processo di guarigione.


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