Allergie: significato psicosomatico
- Laura Pirotta

- 21 set 2021
- Tempo di lettura: 5 min
Aggiornamento: 1 ott 2021
L’allergia è un’alterata risposta del sistema immunitario che si attiva quando l’organismo viene a contatto con una o più sostanze dell’ambiente esterno, chiamate allergeni come ad esempio: polline, polveri, peli di animali, alimenti, composti chimici, metalli, farmaci, che non creano nessun disturbo alla maggior parte degli altri individui ma nel corpo dei soggetti allergici vengono sentiti come minacciosi.
L’organismo dell’allergico riconosce in tali sostanze estranee un pericolo per la propria integrità e le combatte producendo anticorpi in modo abnorme e dando vita a sintomi principalmente di quattro tipi:
1. cutanei, come l’orticaria;
2. respiratori, come l’asma e la rinite allergica;
3. oculari, come la congiuntivite;
4. intestinali, come la colite;
A livello psicosomatico, l’allergia esprime il tentativo inconscio di “bloccare” elementi sentiti come pericolosi e perturbanti al fine di proteggere sé stessi. Ci sono infatti situazioni personali o professionali verso i quali il soggetto allergico si sente vulnerabile e, per questo motivo, la sua reazione fisica è quella di difesa (reazione allergica). Può essere una situazione attuale o una situazione del passato che bussa alla porta del presente e pretende di essere vista, ascoltata, capita e la persona fa qualunque cosa per allontanarla (è allergica a quella situazione del passato e non la vuole proprio accettare). Ed ecco la reazione allergica: la persona è reattiva nei confronti di quella specifica situazione o di quell’ambito della propria vita (intimo, sessuale, lavorativo, familiare, ecc.).
Le persone più a rischio di sviluppare una o più allergie (oltre alla predisposizione genetica) sono:
Chi ha avuto o ha tutt’ora un rapporto conflittuale, complesso o ambivalente con la propria madre e/o con il proprio padre;
Chi ha un forte senso morale, innato o acquisito dall’educazione della propria famiglia;
Chi ha difficoltà a sfogare la propria rabbia e aggressività;
Chi è “reattivo” nei confronti della vita, in un perenne stato di allerta per paura che succeda qualcosa;
Chi ha difficoltà a entrare in contatto con la propria parte più intima, anche a livello sessuale.
Vediamo ora, nello specifico, i significati delle più comuni allergie:
ALLERGIA AL GATTO E ALTRI ANIMALI: gli animali ci fanno entrare in contatto con la nostra natura istintuale e “animalesca”. Alla pelliccia e al pelo, gli uomini associano le carezze, la sessualità ma anche il contatto con gli aspetti più intimi e profondi di sé. L’allergia al gatto, nello specifico, è collegata alla propria intimità e alla capacità di volersi bene e volere bene agli altri manifestandolo con le “fusa”. L’allergia al cane, invece, è collegata con le proprie parti aggressive che possono essere soffocate a livello psichico e manifestate con una reazione allergica.
POLLINI: i pollini dei fiori scatenano forti reazioni allergiche in molte persone. In primavera, tutta la natura è tesa al rinnovamento e alla rinascita ed è quindi carica di simboli riproduttivi e richiami sessuali: le allergie primaverili, dunque, esprimono una conflittualità legata alla sfera erotica e ai vissuti sessuali. Si può avere paura di vivere pienamente la propria sessualità, a causa di valori imposti dalla famiglia d’origine o dalle proprie paure inconsce.
POLVERI: la persona con allergia alle polveri può vivere un momento di conflittualità nel luogo in cui vive e/o con le persone con cui condivide il suo tempo; è come se qualcosa nella sua vita fosse “impolverato” e avesse bisogno di una vera e propria ripulita e rinfrescata.
REAZIONI CUTANEE O A LIVELLO DEGLI OCCHI (es. dermatite e congiuntivite): queste reazioni possono essere una manifestazione corporea di qualcosa che ci irrita o fa arrabbiare nella sfera privata o professionale.
FARMACI O SOSTANZE CHIMICHE: in questo caso può esserci il rifiuto per tutto ciò che è artificiale/sintetico e che la persona può percepire, a livello inconscio, come pericoloso per la propria salute. Inoltre, può esserci la paura inconscia di diventare dipendenti dai farmaci e pertanto il corpo asseconda questa paura attraverso la reazione allergica.
ALLERGIE ALIMENTARI: le allergie alimentari, in generale, riguardano un aspetto vitale della nostra esistenza che non ci piace o che non vogliamo accettare. Gli alimenti sono, infatti, la nostra primaria fonte di sostentamento insieme all’acqua e sono quindi collegati alla nostra sopravvivenza.
LATTE E LATTICINI: è probabile che il soggetto abbia avuto una relazione conflittuale o complessa con la madre o con tutto ciò che presenta un aspetto “materno”. Il latte è, infatti, associato alla propria madre che è stata, attraverso il suo latte, la fonte di sostentamento e amore per i primi mesi di vita. Questa reazione può manifestarsi anche in età adulta quando si ha un periodo di conflittualità non solo con la propria madre ma anche con il proprio “materno”, ossia con l’essere madre di sé stessi ed eventualmente dei propri figli.
GLUTINE: anche in questo caso è la relazione con la madre ad essere in primo piano nell’interpretazione psicosomatica di questo disturbo. La persona può percepire il comportamento della propria madre come ambivalente, talvolta dolce e disponibile, talvolta lontana o giudicante, talvolta madre e talvolta figlia.
CEREALI: in questo caso la psicosomatica imputa l’origine di un’allergia ai cereali al rapporto con il padre in quanto il germe dei cereali è associato al paterno oltre al fatto che i cereali sono il simbolo della nascita di una società patriarcale basata sull’agricoltura. Il rapporto con il padre può essere ambivalente e “invischiato”, ossia possono essere poco chiari i ruoli tra padre e figlio/a creando dinamiche ambigue. Un esempio può essere un padre molto invasivo o un padre troppo distaccato. Un altro esempio può essere un padre che si confida con il figlio/a su tematiche delicate che possono mettere a disagio il figlio/a.
I nuclei originari di questo disturbo psicosomatico sono molto antichi: insorgono principalmente durante la prima infanzia e l’adolescenza ma possono manifestarsi anche in età adulta, per esempio, a fronte di un problema relazionale o lavorativo.
Generalmente non originano da veri e propri traumi ma piuttosto da “atmosfere” vissute dalla persona in modo sofferto: tali atmosfere potrebbero essere state rimosse dalla coscienza radicandosi invece nel corpo dove trovano “sfogo” attraverso una iperreattività immunitaria.
La persona con allergie può guarire o migliorare i propri sintomi se:
1. impara a confrontarsi consapevolmente con ciò che evita e teme entrando in maggior contatto con le proprie paure;
2. dà sfogo alla propria aggressività e “irritazioni” attraverso una periodica attività sportiva (meglio se aerobica per sfogarsi al meglio) e/o una serie di altre attività come la pratica della mindfulness, la meditazione e lo yoga;
3. impara a dare spazio a sé stessa, dedicandosi del tempo per ciò che la fa stare bene;
4. si riconcilia con il proprio “sabotatore” interno, imparando a riconoscere le proprie paure, accettandole senza giudizio o senso di colpa;
5. si pone alcune domande di riflessione sul proprio disturbo psicosomatico, come le seguenti:
DOMANDE DA PORSI:
Di che cosa o di chi sono allergico nella mia vita? Che cosa non accetto nella mia vita?
C’è una situazione particolare o una persona che aumenta la mia allergia? Se sì, perché? Cosa puoi fare in merito?
Di cosa ho paura e cosa cerco di evitare nella mia vita? Perché?
A quali temi si riferiscono le mie allergie?
o Rapporto con il mio corpo;
o Sessualità;
o Desideri nascosti;
o Aggressività;
o Relazione con i genitori;
o Relazione di coppia;
o Ambito professionale;
o Altro: _________________
Perché non consento ai miei impulsi vitali di manifestarsi, ma li costringo a lavorare silenziosamente ai danni del corpo?
Fino a che punto mi servo della mia allergia per avere qualcuno accanto a me?
Come va con le tematiche legate a sesso e amore, con la mia capacità di “lasciar entrare" impulsi affettivi e sessuali?
Che parte di te non vuoi fare entrare? Di quale parte di te sei allergico?
Se dunque soffri di acufeni (o hai dei familiari che combattono con questa situazione), non dimenticare di preoccuparti anche delle emozioni e del tuo benessere psicologico, tenendo in considerazione l’eventualità di effettuare un percorso psicologico per meglio gestire la problematica e accelerarne il processo di guarigione.
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