• Laura Pirotta

Acne: significato psicosomatico

L’acne è una malattia infiammatoria della pelle che colpisce le ghiandole sebacee e i follicoli piliferi con la manifestazione di brufoli che, generalmente, insorge durante la pubertà, ma può manifestarsi anche nell’età adulta a causa dello stress.


Secondo la psicosomatica, questa malattia si origina dalla sensazione di non essere accettati dagli altri, sensazione che porta, di conseguenza, a non accettare sé stessi. Ed è proprio durante l’adolescenza, periodo in cui l’identità sta prendendo forma, che insorge maggiormente questo problema. L’adolescente può avere difficoltà ad integrarsi con gli altri per paura di essere rifiutato e il rapporto con l’altro rimane imbrigliato nel senso di incapacità e immaturità.


Inoltre, l’acne rappresenta un eccesso di libido che non trova altro sfogo se non la pelle. I giovani che vivono la propria sessualità in modo naturale raramente soffrono di acne. Chi vive la propria sessualità con senso di colpa e vergogna può riscontrare l’insorgenza dell’acne e l’accanirsi a “scoppiare” i brufoli rappresenta in questo senso una liberazione dell’energia intrappolata unita a una sorta di auto-aggressività.


In alcuni casi, l’acne non provoca soltanto un disagio momentaneo e destinato a sparire con la scomparsa del disturbo, ma può concorrere all’esordio di psicopatologie più serie, come la depressione, i disturbi d’ansia o i disturbi del comportamento alimentare.

È perciò necessario intervenire con un trattamento multidisciplinare per affrontare la problematica tenendo conto del vissuto che essa genera in chi la vive. Rivolgersi ad un dermatologo è indispensabile, vista l’eziologia ormonale spesso alla base del disturbo: in genere, il medico consiglia dei prodotti specifici per alleviare le eruzioni e ridurre la comparsa di macchie e cicatrici; effettua poi dei peeling chimici per migliorare l’aspetto della pelle. Nel caso in cui fosse necessario, sono spesso utili anche dei preparati da assumere per via interna, come integratori depurativi a base di bardana e tarassaco o, nei casi più gravi, antibiotici appositi.

Una patologia cutanea, pertanto, non è un disagio che interessa esclusivamente l’aspetto somatico ma, inevitabilmente, coinvolge disagi più profondi e complessi dell’individuo. Capire la propria patologia cutanea significa comprendere fino in fondo i propri malesseri esistenziali.


Di seguito, una mappa emotiva dell’acne in base alla zona del corpo interessata e alcune domande-stimolo a cui suggerisco di rispondere:


FRONTE (relazioni, autostima, cambiamento)

• Ho difficoltà a relazionarmi con gli altri?

• Ho scarsa autostima?

• Ho paura del cambiamento?


GUANCE (affetto, emozioni)

• Ho delle carenze affettive?

• Provo vergogna per qualcosa?

• Sono molto sensibile?

• Ho una dipendenza affettiva verso qualcuno?


NASO (emozioni, accettazione di sé, paura)

• Non mi accetto fisicamente?

• Sono diffidente?

• Mi sento vulnerabile?

• Ho paura dell’ignoto?


MENTO (rabbia, insoddisfazione, paura)

• Covo rabbia dentro di me?

• Sono insoddisfatto?

• Ho paura delle malattie?


COLLO (conflitto, dipendenza, insicurezza)

• Sto vivendo un conflitto tra cuore e ragione?

• Sono dipendente dai miei genitori o da qualcuno?

• Mi sono insicuro?

• Ho paura delle responsabilità?


SCHIENA (paura)

• Sento di avere troppe responsabilità sul groppone?

• Ho paura di essere rifiutato?

• Ho paura di non essere all’altezza per gli altri?


PETTO (spazio vitale)

• Non mi stimo?

• Rifiuto me stesso perché sono timido?

• Credo che sarebbe stato meglio non venire al mondo?


Essendo però l’acne una malattia difficile da debellare e che richiede spesso lunghe tempistiche per guarire, un intervento psicologico può contribuire a ridurre il disagio da esso causato. In particolare, lo psicologo lavorerà sull’accettazione di sé e sul valorizzare i propri punti di forza, sia fisici, trovando per esempio altre qualità su cui puntare l’attenzione, che caratteriali.

Un aiuto importante sarà dato soprattutto nella cura dell’ansia che questa problematica può causare, aiutando il soggetto a vivere con maggior serenità le situazioni sociali e a ridurre la tendenza all’evitamento.


Anche la scrittura può essere di notevole aiuto: tenere un diario sulla propria pelle, ad esempio, aiuta a monitorare i miglioramenti, anche piccoli, della propria condizione, nonché a riconoscere e distinguere eventuali fattori, come l’alimentazione o lo stress, che possono scatenare degli sfoghi cutanei.


Nel caso in cui la tensione giochi un ruolo importante, imparare a gestirla con lo psicologo potrebbe effettivamente portare ad un attenuamento del problema. Un modo inoltre curioso, ma per molti proficuo, per riuscire a vivere meglio con il proprio aspetto, difetti compresi, è quello di scrivere delle lettere d’amore: una rivolta al proprio corpo e una dal proprio corpo a sé stessi. Potrebbe sembrare strano, ma questo esercizio spesso permette di scoprire quelle potenzialità e quei lati positivi del proprio corpo che spesso si trascurano a favore delle imperfezioni.


Se dunque soffri di acne (o hai dei familiari che combattono con questa situazione), non dimenticare di preoccuparti anche delle emozioni e del tuo benessere psicologico, tenendo in considerazione l’eventualità di effettuare un percorso psicologico per meglio gestire la problematica e accelerarne il processo di guarigione.


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