• Laura Pirotta

Aritmia: significato psicosomatico

L’aritmia è un cambiamento nella frequenza e nel ritmo del battito cardiaco causato dalla propagazione anormale di impulsi elettrici. Le manifestazioni aritmiche sono diverse e dipendono dalla causa scatenante, invece i sintomi variano in base alla patologia responsabile.

L’aritmia può essere causata da molti fattori, come alterazioni degli elettroliti nel sangue, insufficienza cardiaca, infarto, stress eccessivo, ipertensione, diabete, abuso di alcool o caffeina, fumo, uso di sostanze stupefacenti, uso di farmaci antiaritmici o psicotropi.

È un disturbo che può essere associato al riaffiorare di alcuni eventi traumatici vissuti nel passato, che non siamo riusciti a liberarci.


Il battito del cuore è la manifestazione più evidente della vitalità umana. Sebbene abbia connotazioni diverse, è universale perché rappresenta il ritmo della vita, “se non ci fosse il ritmo non vi sarebbe vita”. In altre parole si può dire che la presenza del ritmo caratterizza non solo l’esistenza degli esseri viventi, ma bensì tutto ciò che appare nell’universo.

La tachicardia e extrasistole sono le forme più comuni di aritmia. Nella maggior parte dei casi queste malattie si verificano in persone del tutto prive di patologie cardiache.

Inoltre è stato osservato che questi fenomeni sono coerenti con l’insorgenza dello stress e di tensioni psico-emotive.


Dal punto di vista psicosomatico, in un’aritmia, il ritmo cardiaco cambia perché vi è una “rottura” del classico e schematico battito, stabilito dal soggetto nel tempo. Questa attenta pianificazione entra in conflitto con le parti interiori che cercano di mostrare emozioni e ritmi di vita diversi, che sono composti da emotività, creatività e relax.


I soggetti a rischio aritmie sono quelli vincolati alle abitudini e alle limitazioni quotidiane. Attraverso l’aritmia si manifesta la parte interiore che vorrebbe emozionarsi di più e comportarsi in modo diverso.

Il Super-Io di questi soggetti è molto pretenzioso e la mente tende a controllare tutti i comportamenti istintivi. Anche nella tachicardia ci sono conflitti ritmo-centrici: in questo disturbo, il cuore per mostrare la sua energia corre veloce, come se volesse uscire fuori ed essere ascoltato, come ci permette di capire l’espressione “cuore in gola”.

Quando il soggetto controlla le emozioni, a causa di un’eccessiva razionalità, il corpo tenderà ad accettare queste informazioni piene di emozioni, frustrazione, passione e commozione.

Quando lo stato di ansia è correlato a palpitazioni, il soggetto non è calmo perché sente che alcune parti del suo corpo vogliono emergere.


Le restrizioni auto imposte non consentono di andare oltre, e il cuore cerca il proprio spazio per comunicare ed essere ascoltato. Pertanto, la tachicardia e in generale l’aritmia sono un messaggio profondo in cui vogliono comunicare alle persone a “cambiare direzione”, questo avviene quando “esplode il conflitto” tra la parte razionale e il tuo mondo emotivo.


L’aritmia può essere trattata in diversi modi, ma per sviluppare un metodo di trattamento specifico e individualizzato, è necessario condurre un’analisi preliminare dell’ambiente di vita di una persona, come lavoro, famiglia e società, per riuscire a comprendere il loro impatto sull’insorgenza dei sintomi.

È molto importante analizzare le cause delle aritmie cardiache sia a livello psico-emotivo che somatico. Successivamente sarà possibile definire quali strumenti e modelli utilizzare, oltre a quelli prettamente medici.

Nelle forme psicosomatiche è spesso sufficiente cercare di allentare lo stress e la tensione, per farlo possono essere utilizzati diversi accorgimenti come:

· tecniche di rilassamento;

· abbandonare le attività consuete;

· pratiche yoga;

· l’esecuzione di un’attività fisica moderata come ad esempio la camminata;

· l’adozione di uno stile di vita meno frenetico;

· l’astensione o la riduzione del consumo di caffè.

Nelle forme patologiche invece il trattamento è ovviamente correlato al disturbo che ha dato origine alle palpitazioni e dovrà per questo motivo essere specifico ed individualizzato.


DOMANDE-RIFLESSIONE

Le domande di riflessioni che ti puoi porre se soffri di aritmie sono:

· Sono insoddisfatto della mia vita?

· Sono insoddisfatto del mio lavoro?

· Ho uno stile di vita sano?

· Ho una vita stressata?

· Sono una persona che si preoccupa eccessivamente?

· Ho avuto un’esperienza passata traumatica che non sono riuscito a superare?


Se dunque soffri di anemia (o hai dei familiari che combattono con questa situazione), non dimenticare di preoccuparti anche delle emozioni e del tuo benessere psicologico, tenendo in considerazione l’eventualità di effettuare un percorso psicologico per meglio gestire la problematica e accelerarne il processo di guarigione.


Per prenotare una seduta con la Dott.ssa Pirotta o con un altro professionista della sua equipe clicca qui sotto:




20 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti