• Laura Pirotta

Ernia iatale: significato psicosomatico

L’ernia dello iato, più comunemente conosciuta come ernia iatale, si configura anatomicamente come la fuoriuscita (o erniazione) di una porzione della parte alta dello stomaco che, a causa di una debolezza del diaframma (muscolo che sostiene i polmoni e separa la cavità toracica da quella addominale) penetra nel torace, attraverso lo iato esofageo, andando ad alterare la normale funzionalità di apertura e chiusura della bocca dello stomaco (sfintere esofageo), compromettendo la funzione di contenimento del contenuto gastrico, che tende a fuoriuscire determinando i sintomi classici di reflusso esofageo, rigurgito e talvolta eruttazione.


Il materiale acido che refluisce dallo stomaco irrita la mucosa dell’esofago causando esofagite che si manifesta con i tipici bruciori nella parte posteriore dello sterno, nel torace e nella gola. Non è infrequente che il reflusso induca anche tosse stizzosa e persistente e la sensazione di strozzatura in gola che rende difficoltoso il passaggio del bolo alimentare attraverso la giunzione tra esofago e stomaco.


La lettura psicosomatica deve innanzitutto tener conto della peculiarità funzionale dello stomaco che si colloca nella parte bassa del corpo, collegata al mondo istintuale, e si trova a operare in condizione di estrema passività rispetto alle decisioni dei “piani alti”, dai quali riceve il materiale ingerito che ha il compito di accogliere, filtrare e trasformare senza possibilità di scelta. Si tratta, per altro, di cibo, che ha un altissimo valore simbolico e assume valenze diverse a seconda dell’atmosfera e del contesto in cui viene consumato. Questo intreccio di nutrimento alimentare e affettivo è radicato già nel rapporto primario madre-bambino, nel quale, insieme latte, viene trasferita un’atmosfera emotiva.


Ciò comporta che il processo di metabolizzazione, che riguarda il materiale organico, ha un analogo per il materiale psichico, rappresentato da pensieri, affetti, istinti ed emozioni. Per questo motivo le problematiche che coinvolgono lo stomaco risultano essere l’espressione simbolica di situazioni “inaccettabili” o “indigeribili”, che a livello metaforico si traducono in difficoltà digestive, bruciore di stomaco, gonfiore, nausea, rigurgito. Lo stomaco soffre in modo particolare quando rinunciamo alla spontaneità, alla fantasia e alla libertà di espressione. Un atteggiamento troppo accomodante e rassegnato sovraccarica questo organo che per essere alleggerito ha bisogno che le emozioni nascoste e indigeste trovino la loro valvola di sfogo e di espressione. Modi di dire come “mandar giù bocconi amari” e “ingoiare il rospo” suggeriscono un parallelismo tra la tendenza ad incassare pur di evitare i conflitti e la sua ripercussione sull’apparato digerente. La rabbia inespressa vien presa in carico dallo stomaco che, come una pentola a pressione, per non danneggiarsi, necessita di uno sfiato che può essere creato imparando a comunicare con più naturalezza e spontaneità ossia, per usare sempre un’espressione di saggezza popolare, “sputando il rospo” e agendo più “di pancia”.


La particolarità dell’ernia iatale, risiede nella sua tipica dinamica di sfondamento operata dall’organo viscerale (istintuale), che si fa largo e guadagna terreno muovendosi verso l’alto (sfera razionale). La lettura psicosomatica evidenzia che una parte profonda, collegata alla sfera emotiva e istintuale, esercita una tale pressione da infrangere un limite, una preclusione, per emergere ad un livello più esposto. La porzione di stomaco che prorompe nel torace suggerisce un’equivalenza sul piano psichico, di un’istanza emotiva che vuole affiorare alla coscienza.


Quale parte di me non sto esprimendo? Ho forse la tendenza a tarpare il mio lato istintuale? Mi sento bloccato nell’ esprimere sentimenti ed emozioni?


Queste domande si rivelano utili per un’indagine introspettiva di chi soffre di ernia iatale, ed è anche utile chiedersi:

Mi sento ingabbiato in situazioni che non ho scelto? Sento di aver subito eccessive imposizioni? Ho ricevuto un’educazione particolarmente rigida? Ho sensazioni di impotenza e passività? Mi sento limitato? Ho bisogno di più spazio?


Si tratta, infatti, di una condizione anatomica che ci parla di una parte profonda che esce dalla sua sede muovendosi verso l’alto, come se reclamasse l’attenzione sull’esigenza di una maggior libertà di espressione del mondo interiore. Questo è particolarmente evidente nella sfera emotivo-relazionale in cui i soggetti con ernia iatale patiscono particolarmente le convenzioni e i rapporti stereotipati, mentre traggono beneficio dagli scambi diretti e spontanei.

I soggetti più esposti al rischio di ernia iatale si caratterizzano per un forte bisogno di ordine e controllo, che culmina in metodiche e pensieri ossessivo-compulsivi, che richiedono il rispetto di schemi e ripetizioni. Tendenzialmente non hanno dimestichezza con la ricerca introspettiva e con gli approcci psicologici, e vivono la sfera sessuale come la risposta funzionale ad un bisogno primario, sganciata da affetti e emozioni.


La ricerca del giusto equilibrio tra libertà di espressione e contenimento, può passare attraverso l’apprendimento e la pratica di esercizi di respirazione che, oltre ad avere una funzione di rilassamento, agiscono sul diaframma rinforzandolo.


Per prevenire e contrastare i disturbi causati dall’ ernia iatale è importante introdurre sane abitudini alimentari evitando eccessi di cibo e il consumo di alimenti sconsigliati come condimenti piccanti, caffè, tè, cioccolato, alcolici e superalcolici, bevande gassate, formaggi grassi e fritture. È invece utile aumentare l’apporto di fibre, liquidi e proteine magre come pollo e pesce e prediligere le cotture al vapore o al cartoccio. E’ consigliabile integrare nella propria alimentazione cibi alleati come il kefir, le albicocche, i frutti di bosco, la papaya, gli asparagi, la zucca e il mango.


Se soffri di ernia iatale, non dimenticare di preoccuparti anche delle emozioni e del tuo benessere psicologico, tenendo in considerazione l’eventualità di effettuare un percorso psicologico per meglio gestire la problematica e accelerarne il processo di guarigione.


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